Venerdì 4 novembre
A “The Making of” nel primo venerdì di novembre si approfondisce il ruolo dell’ufficio stampa grazie a Cocchi Ballaira, titolare di Adfarmandchicas e responsabile della comunicazione del Teatro Colosseo. Qual è il suo compito? Mediare la relazione tra un ente, in questo caso un teatro, e l’esterno, cioè il mondo dei media, che nei 25 anni del percorso professionale di Cocchi è molto cambiato e  attualmente vede quasi prevalere le testate digitali rispetto a quotidiani, settimanali, periodici cartacei, radio e televisioni. 
I primi passi
Coordinare le relazioni tra teatro e mondo, attraverso i media, serve per portare pubblico e per creare reputazione all’ente. Da cosa si comincia? In primis c’è l’organizzazione del teatro in base a un cronoprogramma molto esteso, perché la stagione futura, da ottobre a maggio, viene imbastita circa cinque mesi prima dell’inizio. In questa fase l’ufficio stampa e il team del teatro raccolgono le informazioni sui titoli in cartellone; questo materiale serve all’ufficio stampa per la stesura dei comunicati stampa da inviare ai giornalisti della rubrica che è stato in grado di costruirsi.
Cos'è l'ufficio stampa?
L’ufficio stampa è un mestiere nato prima dei social e di internet e naturalmente la tecnologia è stata molto d’aiuto anche per l’archiviazione, perché la chiusura del cerchio è la composizione della rassegna stampa, con tutti gli articoli, i servizi tv, radio, web, pubblicati. Oltre ai comunicati su ciascun evento l’ufficio stampa è tenuto a redigere un comunicato generale su tutta la stagione da utilizzare in occasione della conferenza stampa, che è un appuntamento rivolto esclusivamente a giornalisti e addetti ai lavori.
Le relazioni con i media
  1. "Per la relazione con i media è come accendere un faro segnaletico – spiega Cocchi – è un richiamo d’attenzione che genera nei giorni successivi, se tutto va come dovrebbe, servizi tv e radio, uscite sui giornali e sul web. Perché questo è un mestiere che si pesa”. La mole di uscite sui giornali però non dipende dall’impegno dell’addetto stampa, convergono decine di fattori nella composizione di un giornale (numero di pagine dedicate allo spettacolo, concomitanza con altri grandi eventi, etc.) e anche la buona sorte è importante. 
Un lavoro in evoluzione
L’ufficio stampa si premura di organizzare anche interviste con gli artisti ospiti del cartellone ma non tutti le rilasciano e questo può comportare una minore attenzione dei media. Una volta iniziata la stagione, si procede con l’invio dei comunicati che una prima volta è massivo e poi è seguito dai cosiddetti recall, i richiami personali con le principali testate e i giornalisti di settore. Le uscite sui giornali però, muovono il pubblico? Un tempo sì, oggi meno, ci sono i social e non perde rilevanza il sempreverde passaparola.
Verba volant, scripta manent
l’incontro si chiude con qualche domanda, emerge forte il bisogno di ritrovare uno spazio giornalistico fatto di recensioni e critica degli spettacoli. Maura Sesia, giornalista di Repubblica che accompagna i maker in questo percorso, prende preziosi appunti anche su questo

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